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Mimma Negrosini Lucci: dagli anni Trenta nel podere di Tor Tre Ponti

Io ricordo ciò che mio padre mi raccontava, perché io della palude non ricordo nulla, sono arrivata nel 1932.

Mio padre viveva nella palude. Avevano bestiame: cavalli, mucche… Andavano alle fiere e guadagnavano qualche soldino per vivere. Una vita tranquilla, serena. Non si pretendevano tante cose. […] Mangiavano la polenta. Mangiavano molta caccia. VIvevano di caccia. Tant’è vero che la vendevano pure. Ogni settimana passava uno che ritirava questa caccia e la portava a Roma. […]

Io già da bambina avevo il mio ruolo in questa famiglia, perché  dovevo governare i conigli, i polli… Mamma e papà avevano il bestiamo. Quando sono diventata un pochino più grande, nel ’44, subito dopo la guerra, avevo 12 anni, dovevo governare 50 mucche: due stalle più il recinto. Però si faceva come una cosa normale, lavorare non era una fatica. La mattina ti alzavi, io non ho mai munto una mucca, perché quello lo faceva papà. Il lavoro è stato sempre per me una soddisfazione, non un peso. […]

Il podere aveva il bestiame, il grano, granturco. Non avevamo ortaggi allora. […] Noi eravamo tre persone, io, mamma e papà. Poi, nel ’53, mio marito è venuto a vivere qua.

VIcino a me c’era una famiglia che aveva 7 figli. Con tutti questi bambini si giocava, erano tutti allegri, uniti… Non era come adesso che ci si mette dentro casa… C’era anche il momento in cui si giocavo, Io mi ricordo la sera, quando si era finito tutto, che si era cenato, sul ponte, fuori, tutti i bambini, poi venivano altri vicini, si stava là, si vedevano le stelle, si facevano tante cose, cose belle. Si era di una serenità unica. Non c’era da pensare ad altro. Si vedeva al momento. Si era contenti e sereni.

Noi eravamo di Sermoneta. Io sono nata a Sermoneta, poi siamo venuti qui. La strada, ci si riuniva. Adesso non ci si conosce più, ma prima eravamo tutti uniti. […] Molte famiglie venivano dall’Alta Italia. Sulla mia strada era tutta Università di Sermoneta. Dall’Altra strada, invece, era l’Opera Nazionale Combattenti. E poi una cosa: mia madre, che aveva fatto la quinta elementare a quei tempi, leggeva. La sera questi ragazzi, anche questi dell’Opera nazionale, se c’era un libro, un romanzo, lo portavano a mia madre, e mia madre leggeva in continuazione. Noi tutti attorno a questo tavolo ad ascoltare mia madre che leggeva. […]

Abbiamo vissuto con i tedeschi in casa per una settimana. Noi tutti in una stanza sopra. Si faceva da mangiare con un fornelletto e un po’ di carbone. I tedeschi stavano sotto e in una camera sopra. […] Non hanno toccato niente, ci hanno trattato benissimo, nella nostra stanza non sono mai venuti. Però poi papà disse “così non è possibile, dobbiamo andare via”. E siamo andati via.

Questo mio zio, fratello di mamma, che non ha mai avuto bambini… Sono andati in tribunale e hanno fatto un’adozione e ho dovuto aggiungere un cognomei. […] Io ho due cognomi. Mi chiamo Negrosini, che è mio padre, Lucci, che è mio zio e Guglielmina di nome. Però mi chiamano Mimma, perché per Guglielmina non mi conosce nessuno. Tant’è vero tante volte arriva la posta: “Signora, ma lei da quando abita qua?”. “Ma io ci sono nata qui”. “Non la conosce nessuno”. Perché Guglielmina non esiste, solo sui documenti. Per tutta la zona sono Mimma.

(Mimma Negrosini Lucci, Tor Tre Ponti, 31 Gennaio 2014)

ImmagineIl ponte sul canale fa da ingresso al podere

ImmagineIl podere con vista sui monti Volsci

ImmagineUna caratteristica che rende unico il podere: le galline che vivono sugli alberi

ImmagineL’originale porta in legno del podere, ancora al suo posto.

ImmagineGuglielmina (Mimma) Negrosini Lucci: in questo podere dagli anni Trenta ad oggi

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Norma (LT), workshop nazionale degli ecomusei (13-15 dicembre 2013): le comunità lepino-pontine

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Bruno Guarnacci, Assessore al Bilancio e allo Sviluppo Economico

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Andrea Dell’Omo, Assessore al Turismo

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Felice Calvani (Sermoneta / Tor Tre Ponti) sulla cultura dell’alimentazione nell’agro pontino e sui monti lepini

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Teresa Riva per l’Associazione Opera di S. Angelo a Monte Mirteto, Norma

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Rino Garlant per l’Associazione Amici di Bella Farnia, Sabaudia

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Agostina Iacomini, presidente Associazione Domusculta

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Giuseppe Onorati (Ass. Domusculta) sul dialetto normiciano

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Fabio Massimo Filippi (Associazione culturale Norbensis)

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Associazione culturale Norbensis: Filumena

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Prima Giornata FuturNaturista in Agro Pontino: temi e foto

Alcuni dei temi affrontati durante la Prima Giornata FuturNaturista in Agro Pontino (Sermoneta, 27 ottobre 2013) nelle tre ore di relazioni e nelle successive due di libera discussione comunitaria: la bonifica nell’Agro Pontino ieri, oggi e domani; il rapporto tra uomo, tecnica e natura; il dialogo tra il pensiero modernista e quello ambientalista; il denaro e il lavoro nell’opera degli autori d’avanguardia e nell’uso quotidiano; la moneta e le banche; vie d’uscita per la crisi economica contemporanea.

ImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineNestore Pietrosanti e il sindaco di Sermoneta Giuseppina Giovannoli

ImmagineNestore Pietrosanti, Marcello Torelli (Università Agraria di Sermoneta), Giuseppina Giovannoli, Valentino Ruzza (Circolo Cacciatori di Sermoneta)

ImmagineAngelo Valerio (presidente O.N.D.A.), Giuseppina Giovannoli (sindaco Sermoneta)

ImmagineAngelo Valerio illustra la storia della bonifica dall’antichità ad oggi in un’ottica ecomuseale e futurnaturista.

ImmagineImmagineAntonio Saccoccio declama il brano “Ritmo eroico” scritto per l’inaugurazione di Littoria da Filippo Tommaso Marinetti.

ImmagineImmagineAntonio Saccoccio illustra prima l’evoluzione dei rapporti tra natura, uomo e tecnoscienza, poi l’importanza del mecenatismo di Marinetti in funzione anti-utilitaristica e anti-affaristica.

ImmagineImmagineImmagineAntonio Pantano introduce la figura di Ezra Pound e l’importanza del suo pensiero sulla natura del denaro.

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ImmagineGian Marco Muraro, Antonio Saccoccio, Felice Calvani, Antonio Pantano, Angelo Valerio.

ImmagineAngelo Valerio, Elisabetta Mattia, Antonio Pantano, Gian Marco Muraro.

Prima Giornata FuturNaturista in Agro Pontino (Sermoneta, 27 ottobre 2013)

Domenica 27 ottobre 2013 alle ore 10.30 a Sermoneta (LT), presso il Giardino degli Aranci e il teatro della cattedrale di S. Maria, si terrà la conferenza intitolata A che serve il denaro? Pound e Marinetti contro affarismo e denarocentrismo. Interverranno sul tema Antonio Pantano (economista poundiano) e Antonio Saccoccio (oltre-artista futurista), che presenteranno contestualmente il loro ultimo libro pubblicato dalle edizioni Avanguardia 21 e declameranno brani di Filippo Tommaso Marinetti, Ezra Pound e Giovanni Papini. Coordina e amplifica Felice Calvani; cenni storico-economici a cura di Gian Marco Muraro. La conferenza, patrocinata dal Comune di Sermoneta, costituisce il momento centrale della “Prima Giornata FuturNaturista in Agro Pontino”, che prevede, dopo i saluti del Sindaco di Sermoneta Giuseppina Giovannoli, un’interpretazione del paesaggio in chiave dinamico-evolutiva curata da Angelo Valerio (presidente O.N.D.A) e interventi di Alessandro Lusana (storico dell’arte), Marcello Torelli (delegato Università Agraria di Sermoneta), Valentino Ruzza (presidente Circolo Cacciatori Centro Storico Sermoneta). Coordina Nestore Pietrosanti. Nel corso della giornata la comunità sermonetana sarà impegnata nell’inventario partecipato per l’Ecomuseo dell’Agro Pontino e proporrà propri interventi creativi e performativi.

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Proiezione del film “Sermoneta”: la comunità rivede se stessa

Grande affluenza ieri sera nella centrale Piazza del Popolo, dove i cittadini sermonetani (e qualche turista) hanno assistito alla proiezione del film “Sermoneta”. La comunità, incuriosita, si è riunita per rivedersi allo specchio, con qualche anno in meno. Protagonisti della pellicola, girata alcuni decenni fa, sono infatti, più che le bellezze artistiche e architettoniche della città, gli stessi sermonetani, che per una sera hanno potuto riallacciare i legami con il recente passato.

FESTA-DELLA-PRO-LOCO-2013

Galleria

Sermoneta: vista dell’Agro Pontino e comunità in piazza

Questa galleria contiene 6 immagini.

L’Agro Pontino visto dal centro di Sermoneta (spicca in altezza sulla destra la Torre Pontina). Una parte della comunità di Sermoneta discute nella piazza centrale (30-06-2013)