Nestore Pietrosanti, una persona “per bene”

Nestore Pietrosanti è stato nel dopoguerra sindaco di Sermoneta, una persona stimata da tutti, anche dagli avversari politici. Ma Nestore Pietrosanti è da anni anche un collaboratore dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino, è il nipote dell’ex sindaco ed è stato proprio lui a inviarci questa descrizione che anni fa ne fece Silverio Guarino (pubblicata sul portale Ponza Racconta). Più in basso due fotografie del sindaco Pietrosanti gentilmente fornite dal nipote.

Ero bambino e vivevo la mia seconda infanzia – la prima l’avevo vissuta sull’amato scoglio – a Sermoneta (borgo medioevale in provincia di Latina).

Papà era il Segretario comunale e mamma era insegnante alle Scuole elementari. Io giocavo con l’aquilone e mi rotolavo sull’erba del Castello Caetani, quando non ero impegnato a suonare le campane della Cattedrale “S. Maria”.

Il Sindaco si chiamava Nestore Pietrosanti, avrà avuto una cinquantina d’anni e faceva il sarto. Una persona mite, dal candido sorriso e sempre disponibile al colloquio.

Amministrava un comune di poco più di 1000 abitanti.

Non aveva la grinta del “manager”, né l’aria del primo della classe.

Socialista, se non ricordo male, quando i socialisti erano socialisti, i democristiani erano democristiani e quelli che avevano la tessera del partito comunista facevano peccato mortale, secondo la Santa Romana Chiesa.

Amato e benvoluto da tutti.

Una persona “per bene”, insomma. Come quella che vogliamo per il nostro amato scoglio.
E così sia.

Silverio Guarino

Ponte di Passo Genovese (Stefano Orlando) – foto del mese di ottobre

Per il mese di ottobre abbiamo selezionato una serie di fotografie che Stefano Orlando ha scattato al Ponte di Passo Genovese (09/10/22). Per informazioni sul ponte cliccare su questo link.

Stefano Orlando ha due passioni: la geografia e la fotografia paesaggistica. Gestisce la pagina Facebook “Il Viaggio Pontino di Stefano Orlando“. Ama usare lo zoom/teleobiettivo inquadrando spesso aspetti del territorio sotto una nuova prospettiva e zoomando verso terre confinanti con le nostre. La sua “mission” è far conoscere fotograficamente e riunire in un’unica pagina un territorio così variegato sia antropologicamente che fisicamente dal nord al sud della provincia, dalle aree di Aprilia/Cisterna a quelle di Gaeta/Formia. 

Da Mole Muti alle Grotte di Mecenate: passeggiata a Sezze (13 novembre 2022)

Le associazioni “Memoria Storica di Sezze” e “Colli tutto l’Anno” hanno organizzato per domenica 13 novembre 2022 una passeggiata a Sezze, da Mole Muti alle Grotte di Mecenate e alla Villa Ufentina: passeggiata a Sezze (13 novembre 2022).

Con la patrocinio del Comune di Sezze e in collaborazione con il Comitato Colli per la salute pubblica e l’Ecomuseo dell’Agro Pontino.

Partenza alle ore 9:30 presso il ponte chiuso della vecchia 156 (località Canalelle).

Dalle ore 13: degustazione di prodotti tipici locali.

Sponsor dell’evento: Casale del Giglio, Dolcezze di Sezze, Azienda agricola Agru Lepini, Azienda agricola La Macèra, Farmacia della Stazione.

Convento di San Francesco a Cori (Pietro Guidi) – foto del mese di settembre

Per il mese di settembre abbiamo selezionato queste due fotografie di Pietro Guidi, scattate in occasione dell’incontro del 09/09 presso il Convento di San Francesco di Cori organizzato dall’Ecomuseo dell’Agro Pontino in collaborazione con il gruppo “Cori mé bbéglio”. Nel primo scatto il convento è ripreso dal giardino tra gli alberi di ulivo; il secondo è un suggestivo scorcio del chiostro.

Cori, chiostro del convento di San Francesco (fotografia di Pietro Guidi)

Pietro Guidi è nato a Cori il 31 luglio 1946. Dopo aver conseguito il diploma di abilitazione magistrale, ha lavorato per 4 anni a Roma presso il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, successivamente come direttore negli uffici postali di Giulianello e Rocca Massima. Nutre fin da ragazzo la passione per la fotografia, dal 2008 si dedica con continuità a immortalare soggetti di ogni tipo, spaziando dalla natura ai paesaggi, dagli animali alla flora ecc. È amministratore di numerosi gruppi facebook, tra cui segnaliamo “Cori mé bbéglio”, “Borghi del Lazio” (oltre 160 mila iscritti), “Borghi della Marsica”, “Paesaggi suggestivi d’Italia” ecc.

Sonnino, Museo Terre di Confine: presentazione del libro “Polvere d’Africa” di Marco Novati

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Il Convento di San Francesco e la comunità di Cori (9 settembre 2022 – Cori)

Venerdì 9 settembre 2022, dalle ore 18, presso il Convento di San Francesco di Cori si svolgerà una passeggiata di scoperta e una conversazione comunitaria nell’ambito del progetto “Paesaggi invisibili”, ideato e curato dall’Ecomuseo dell’Agro Pontino. Sarà una nuova occasione per riflettere sul patrimonio culturale, materiale e immateriale, dei Monti Lepini.

Interverranno Patrizia Carucci (referente locale dell’Ecomuseo e amministratrice del gruppo locale Còri mé bbéglio), Alberto D’Alatri (responsabile de Il Circo della Farfalla onlus di Cori), Eleonora Palleschi (archeologa). Introdurranno brevemente l’incontro Antonio Saccoccio (coordinatore tecnico-scientifico dell’Ecomuseo) e Angelo Valerio (responsabile legale dell’Ecomuseo).
Saranno oggetto di esposizione e conversazione: la chiesa rinascimentale con il soffitto a cassettoni dorati, la pala d’altare e il coro ligneo; il chiostro e il boschetto; i frati francescani, il salasso e la questua, Fra’ Silvestro e Padre Raffaele; i francescani laici e le attività educative per l’integrazione sociale dei minori a rischio.
Si ringraziano per l’organizzazione dell’incontro: Patrizia Carucci, il gruppo Còri mé bbéglio, Alberto D’Alatri, Il Circo della Farfalla onlus.

Sesta Giornata di Studi sulla Triplice Cinta a Sonnino

Alcuni momenti della Sesta Giornata di Studi sulla Triplice Cinta, tenutasi a Sonnino (14 agosto 2022).
Relazioni di Giuseppe Lattanzi, Vito Lattanzi, Marisa Uberti, Sabrina Centonze, Giovanni Barella.

Fotografie di Vittoria Lattuille, Angelo Valerio, Eros Ciotti, Antonio Saccoccio.

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Promontorio del Circeo e Palmarola (27-28 agosto 2022)

Sesta Giornata di Studi sulla Triplice Cinta (Sonnino, 14 agosto 2022)

Giuseppe Lattanzi (Direttore Scientifico Museo delle Terre di Confine, referente scientifico dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino)
La classificazione urbanistica del Centro Storico medievale di Sonnino
Abstract – Il ben conservato centro storico di Sonnino si presenta con una pianta particolarmente interessante per gli studi di urbanistica medievale. Il suo schema radiocentrico rappresenta la
grande novità urbanistica operata proprio nel Medio Evo. La sua origine è orientale? Oppure è frutto della nuova struttura sociale prodotta dal fenomeno dell’incastellamento? In ogni caso la
presenza di questi due elementi in rapida successione può aiutare a capire la grande particolarità sonninese.

Vito Lattanzi (Antropologo e Fondatore Museo delle Terre di Confine)
Il valore culturale del gioco e le Terre di Confine
Abstract – Il rapporto tra gioco e la complessità culturale riscontrata nel comprensorio delle Terre di Confine fanno della triplice cinta un grafito particolarmente interessante per la comprensione dei rapporti sociali nel procedere della storia.

Marisa Uberti (Centro Studi Triplice Cinta – CSTC)
Gli obiettivi del CSTC nell’ambito dell’analisi statistica quantitativa (censimento internazionale) e qualitativa fin qui condotta, con particolare riferimento alla regione Lazio.
Abstract – La relazione presenta gli obiettivi del CSTC nell’ambito dell’analisi statistica quantitativa (censimento internazionale) e qualitativa fin qui condotta, con particolare riferimento alla regione Lazio, che si qualifica al primo posto in Italia per numero di esemplari documentati (32% del totale nazionale), principalmente diffusi nelle province di Latina e Frosinone. Nei borghi medievali arroccati su rilievi collinari si assiste ad una elevata concentrazione di tavolieri da gioco, nella fattispecie Triplici Cinte (alias filetti o tavole-mulino), la cui datazione non è da liquidare superficialmente ma va contestualizzata per capire il valore sociale e aggregante del soggetto perlomeno fino alla metà del secolo scorso per poi, come altrove, entrare gradualmente nel dimenticatoio. A Sonnino la massiccia presenza di tali schemi sparsi un po’ ovunque nel centro storico deve incuriosire e stimolare la ricerca di risposte, verosimilmente situate negli usi e nei costumi della tradizione locale, aprendo al contempo un interessante confronto con paesi urbanisticamente simili situati nell’Italia Settentrionale. Oltre all’aspetto ricreativo, tuttavia, il censimento mondiale dimostra che una piccola ma significativa casistica non è ludica, poiché esistono esemplari incontrovertibilmente impossibili come schemi da gioco e che rispettano alcuni precisi parametri. In base alla ventennale analisi qualitativa condotta, è stato possibile individuare quattro grandi gruppi alternativi al gioco, discussi in questa sede. Non si tratta di una valenza simbolica univoca e i casi illustrati permetteranno facilmente di capire perché. La corretta metodologia di ricerca che coniuga ricerca sul campo, confronti multidisciplinari e aggiornamenti dalla letteratura internazionale, apre le porte a un mondo affascinante rimasto inesplorato per secoli.

Sabrina Centonze (redattrice rivista Mathera)
Tabulae lusoriae graffite: le acquisizioni lucane in ambito rupestre e subdivale
Abstract – L’intervento riguarda i graffiti acquisiti negli ultimi anni in Basilicata, con particolare riferimento ai siti rupestri e subdivali del territorio di Matera. La relazione finale verterà sui dati emersi analizzando una lastra lapidea riscoperta al Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, che presenta un campionario di tabulae, simboli e parti figurate di grande interesse storico, che hanno permesso di collegarla a un blocco di calcarenite erratico, ancora parzialmente affrescato, proveniente da una chiesa rupestre della zona.

Giovanni Barrella (Centro Studi Triplice Cinta, Società Speleologica Italiana, Gruppo di Ricerche Archeologiche di Luino)
La presenza della Triplice Cinta nel territorio della Daunia
Abstract – La relazione prende in considerazione la presenza della Triplice Cinta nel territorio della Daunia, che corrisponde all’incirca all’attuale Capitanata e provincia di Foggia. I luoghi in cui tale simbolo è presente possiedono un forte legame con il sacro e a tal proposito si cerca di proporre una possibile interpretazione, contestualizzando lo stesso simbolo da un punto di vista sia spaziale che temporale. Inoltre, la Triplice Cinta in Daunia verrà messa in rapporto con altri simboli di cui il territorio è estremamente ricco; simboli lasciati da pellegrini diretti alla Sacra Spelonca del Gargano, eremiti, viandanti, monaci, cavalieri, sovrani. Il fascino di tale territorio si mescola con il fascino di simboli che attraversano i secoli e si caricano di valenze tra sacro e profano. Un vero e proprio viaggio iniziatico dell’uomo con i suoi sentieri e i suoi archetipi.

Il Patrimonio della Bioregione Pontina a Sabaudia, tra scuola, università, ecomuseo

Venerdì 22 luglio ore 18.00, presso il Centro di Interpretazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino Museo Civico del Mare e della Costa “Marcello Zei” di Sabaudia (LT), si è svolto il terzo incontro di presentazione del progetto “Riconoscere il Patrimonio della Bioregione Pontina”, finanziato dall’Università Sapienza di Roma nell’ambito del progetto CIVIS Open Lab e del progetto PCTO Sapienza. L’incontro è stato curato dall’Ecomuseo dell’Agro Pontino, partner del progetto, e dall’I.O. Giulio Cesare di Sabaudia.

Dopo i saluti della D.S. dell’I.O. Giulio Cesare Prof.ssa Miriana Zannella, della Direttrice del Museo Giulia Sirgiovanni, dell’assessore alla Pubblica istruzione di Sabaudia Pia Schintu e del delegato al Patrimonio e al Demanio Davide Gallucci, il prof. Alberto Budoni dell’Università Sapienza di Roma ha presentato il progetto CIVIS Open Lab “Riconoscere il Patrimonio della Bioregione Pontina” e illustrato la piattaforma Pontine B.He.R.P.
In seguito la prof.ssa Paola Carelli ha illustrato il lavoro svolto nell’ambito del PCTO dalle studentesse e dagli studenti delle classi 4AS, 5AI, 5A e 5B Lssa dell’Istituto omnicomprensivo ‘Giulio Cesare’, plesso ‘Rita Levi Montalcini’ di Sabaudia. La parola è passata quindi a Lorenzo Fonte e Lorenzo Pontecorvo per la 5 A Inf, Maria Romani per la 4 AS, Benedetta Colimodio, Riccardo Tovo e Arianna Verticchio per la 5 A Lssa, che hanno presentato le schede del loro lavoro sul patrimonio territoriale di Sabaudia e San Felice Circeo (in particolare: la Cisterna romana, la Grotta delle capre e il Riparo Blanc).

L’incontro è proseguito nello spazio esterno antistante al Museo, un momento di dialogo aperto con gli studenti e la cittadinanza presente. Sono intervenuti il coordinatore tecnico-scientifico Antonio Saccoccio, il rappresentante legale Angelo Valerio, e poi Michelangelo La Rosa e Augusta D’Andrassi (che hanno spiegato ai ragazzi l’influenza che la figura di Marcello Zei ha esercitato sulla loro formazione professionale) e Dante Ceccarini (che ha illustrato la ricerca sui dialetti locali che sarà presto condivisa sulle piattaforme digitali gestite dall’Ecomuseo e dall’Università Sapienza). Dopo gli interventi di alcuni cittadini (tra cui Daniela Carfagna e Pier Giulio Cantarano), un paio di studenti hanno avanzato suggerimenti e proposte. In particolare sono state proposte integrazioni alla piattaforma digitale utilizzata per la catalogazione del patrimonio della Bioregione e consistenti interventi per migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei sentieri di accesso ad alcuni siti visitati nei mesi precedenti durante il PCTO.

La serata si è conclusa con rinfrescanti fette di cocomero e melone (offerte dalla Sabaudia Nostrana di Gianluca Mastracci), confidando di riprendere il percorso formativo a settembre.

Fotografie di Valentina Di Prospero e Antonio Saccoccio