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“Piccolo trattato di pediatria poetica” di Dante Ceccarini (Latina, 4 dicembre)

Sabato 4 dicembre, alle ore 11, sarà presentato presso il Museo della Terra Pontina di Latina il volume “Piccolo trattato di pediatria poetica” di Dante Ceccarini (Sintagma edizioni). Interverranno, insieme all’autore, Manuela Francesconi (direttrice del Museo della Terra Pontina), Antonio Saccoccio (coordinatore tecnico-scientifico dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino) e Mauro Nasi (editore Sintagma). Accompagneranno la presentazione alcune letture interpretate dall’attrice Amalia Avvisati e intermezzi musicali del chitarrista Reginaldo Falconi.

Evento a cura dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino e del Museo della Terra Pontina, con la collaborazione della Libera Università della Terra e dei Popoli, dell’Associazione Don Vincenzo Onorati e delle edizioni Sintagma.

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Centenario della nascita della poetessa Elena Bono (presso Museo Terre di Confine di Sonnino)

Dante Ceccarini e il suo “Piccolo trattato di pediatria poetica” a Bassiano

Qualche momento tratto dalla presentazione del “Piccolo trattato di pediatria poetica” di Dante Ceccarini, presso l’auditorium comunale di Bassiano (2 ottobre 2021). Sono intervenuti, oltre all’autore, Domenico Guidi (sindaco del comune di Bassiano), Giovanna Coluzzi (vicesindaco e assessore alla cultura di Bassiano), Mauro Nasi (editore Sintagma), Antonio Saccoccio, (dottore di ricerca in italianistica e coordinatore tecnico-scientifico dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino), Reginaldo Falconi (chitarrista), Amalia Avvisati (attrice).

Giovanna Coluzzi, Antonio Saccoccio, Dante Ceccarini, Domenico Guidi (fotografia di Lucia Fusco).


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Presentazione di “Piccolo trattato di pediatria poetica” di Dante Ceccarini (2 ottobre 2021)

La forma della malingonia (due poesie di Dante Ceccarini)

«Che forma ha la malinconia?
Difficile dirlo, ma la risposta che mi sono dato è che ha quella dell’acqua, quindi del recipiente che la contiene. Non riesce a riempire una parte più di un’altra, perciò ha ogni forma e nessuna forma.
Il titolo di questa mia prima raccolta di poesie, in dialetto sermonetano tradotto a margine in lingua italiana, mi venne in mente leggendo il primo episodio (del 1994) della serie di Montalbano, scritta da Andrea Camilleri, dal titolo: La forma dell’acqua.
L’acqua penetra, infradicia, intride gli angoli più nascosti, così come fa la malinconia: raggiunge, rinfresca, ristoria le più recondite pieghe dell’anima. Tuttavia, questa forma di malinconia non è angosciante, ma è dolce e zuccherosa come una mammella che allatta il neonato, calda e comoda come una ciabatta indossata d’inverno, refrigerante come una brezza di vento d’estate».
Con queste parole Dante Ceccarini, recentemente premiato alla terza edizione del Premio letterario Antonio Campoli, presenta la sua raccolta di poesie intitolata La forma della malingonia (2017). Sono 32 poesie in dialetto sermonetano in cui prevale un tono molto intimo, a tratti religioso, esistenziale. Non solo malinconia: tempo e memoria, sogni e sorrisi, inquietudini, solitudini, elevazioni. Proponiamo qui di seguito due poesie dedicate al tema centrale della raccolta. Chissà se nell’individuare la forma della malinconia nell’acqua abbia esercitato una qualche influenza aver vissuto a stretto contatto con il paesaggio dell’Agro Pontino, così fortemente condizionato dalle acque…

La forma della malingonia

Che forma tè la malingonia?
Tè la forma dell’acqua,
s’adatta aglio contenitore
che la contiene,
ppiù ‘na parte rispetto a ‘nn’atra
non jémpe,
ma négli pizzi ppiù nascosti e rabbelati
degl’annimo téo
se ‘nzinua,
te pervade
te spassa
te ‘nvonne
te fracica a funno,
dapettutto,
la ‘ndossi
comme ‘no carzino de lana quanno è anvèrno,
è
‘n’alito frisco de vendo quanno l’estate vomita sole,
‘na pantofola commoda e sformata,
‘n’addore de pane appena sfornato,
‘na zzinna zuccarosa che zzinna,
‘no bbacio de màtroma quanno ero mammoccio,
‘na mano che ppe’ mmano te piglia e te ninna.

Allitterazzione della malingonia

Colènno e percolènno
liéve comme lacrema
la malingonia
non tolle stelle
daglio celo
ma le allatta
co’ llatte triste.
e non se ne dòle.
Anzi co’ ésse se culla.

(Poesia vincitrice del Premio Vincenzo Scarpellino 2017)

Sonnino (poesia di Dante Bono)

A guardalla
da ‘ncima la Madonna,
t’è la forma
de ‘nna scolamaccarùne
arevotata,
co glié vicolétte rípede
co tante cemase1
e le case colle fenestrélle
strette strette,
come vócche raperte,
pittate
una deversa dall’ètra:
turchine, rósce,
azzurre e gialle.
Ió paese è ‘ncastrato
a ‘nno scenario aspro
che gode quase l’ombra
deglio monte delle Fate,
co ‘nno mucchio de case,
una che aregge l’ètra,
comm’a ‘nno meracolo,
quase tenissero paura
de scivolà.
E Tu San Marco méio,
protiggeio bóno
sto paese,
non gn’jabbandonà.
perché, se Tu te ne scurde,
po’ ì a fenì
pebballe2 alle Piève.

1 Cemàsa (s.f.): spazio esterno della casa antistante alla porta d’ingresso, sorretto con scala esterna.
2 Pebballe (avv.): laggiù, dalla parte di sotto.

Una fotografia e un pensiero ricordando Pier Paolo Pasolini (di Tommaso Conti)

Tommaso Conti, sindaco di Cori dal 2007 al 2017, ha sempre manifestato un grande attaccamento e un legame profondo con il suo paese e la sua comunità. Lo ricordiamo in un intervento appassionato e appassionante durante una passeggiata di scoperta nel 2017 a Cori (fotografie in basso).
Recentemente ci ha regalato una breve riflessione che mostra una capacità notevole di “sentire” la vita della comunità. Una sensibilità che gli permette di richiamare, giustamente e con grande consapevolezza, la sensibilità di Pier Paolo Pasolini. Riportiamo la riflessione di Tommaso Conti, davvero preziosa per avere una testimonianza dell’ottica in cui dovrebbe muoversi sempre un Ecomuseo. E riportiamo anche la fotografia che ha ispirato la riflessione dell’ex-sindaco di Cori.

Sisto e Caterina

«Ieri due amici di vecchia data, un uomo e una donna, tra gli ottanta e i novanta anni, in piedi su un bastone ma ancora dritti e dignitosi, si sono incontrati, amici di lavoro, di fatica, di comunione di sentimenti, di lotta, di sudore e di allegria e mentre ridevano tra la curiosità dei passanti, ho capito questi versi di Pasolini…

attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione
la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza. È la forza originaria
dell’uomo, che nell’atto s’è perduta,
a darle l’ebbrezza e nostalgia,
una luce poetica: ed altro più
io non so dirne, che non sia
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia…

Da Pier Paolo a voi, Cesarina e Sisto…».

Ringraziamo Tommaso Conti per la poesia. La sua e quella di Pasolini.

Tommaso Conti con Francesco Tetro, Antonio Saccoccio, Angelo Valerio, Felice Calvani e il gruppo dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino durante la visita alla città di Cori (19 marzo 2017)
Tommaso Conti con Angelo Valerio e il gruppo dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino (Cori, marzo 2017)