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Giornata Europea del Paesaggio 2016 (Ecomuseo dell’Agro Pontino – Latina, 3 aprile)

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La grammatica normiciana: la preposizione

Dalla grammatica scritta da Giuseppe Onorati (ed. Domusculta di Norma):

Le principali preposizioni semplici sono le seguenti:

A: per il moto a luogo. Es. Va a Roma
Regge il complemento di termine. Es. Ju majestro tiravo a Giose; regge, in alcuni casi, il complemento di tempo. Es. A chella luntana era a chij chiempi, a Gennaro ecc.
Si usa anche per lo stato in luogo. Es. Abbeteva a Norma.

DE: complemento di specificazione. Es. La sedia de paja.
Indica il possesso. Es. La ‘mmachena de Pippo, i libbri de zimo.
Regge anche il complemento di tempo. Es. Partivo d’Abbrile.
Complemento di argomento. Es. Sò’ leggiuto nu libbro de guèra.

DA: moto da luogo. Es. Arevavo da Milano.
A volte anche moto a luogo (come il francesce “chez” e l’inglese “‘s’): es. Ivo da Maria.
Regge il complemento d’agente. Es. Le chiappavo da ju patre
Indica il seme delle carte da gioco. Es. J’asso da spada, ju ghieci da coppe, la fante da denara.

CO: complemento di compagnia. Es. Partivo co ju frate.
Complemento di mezzo. Es. Araggiustavo la porta co nu chiodo.

‘NCIMA: traduce le corrispondenti italiane “su”, “sopra” etc.
Es. ‘Ncima alla muntagna, ‘ncima a ju Monte, ‘ncima a ju tavulino.

SOTTO: come in italiano, stesso significato e stessi usi.
Es. Sott’alle Mura; sotto a ju lavandino; stongo sott’a paremo.

AMMIESO: traduce “tra” e “fra” italiane, significa “in mezzo”. Molto spesso tronco all’inizio e alla fine. Es. Che, ‘mmies’ alla gente se’ strija?

PE: complemento di causa. Es. S’ammalavo pe la paura.
Complemento di fine o scopo. Es. Lu faccio pe magnà.
Complemento di stato in luogo. Es. Stongo pe Roma.
Complemento di moto per luogo. Es. Va sempre girenno pe la via.

‘NFACCIA: di fronte, davanti. Es. Sta’ ‘nfaccia a ju sole. E’ tipica l’espressione “Mette n’faccia” (=intestare).

PREPOSIZIONI ARTICOLATE

Le preposizioni articolate si formano come in italiano ma è più comune il caso in cui preposizione e articolo restano separati secondo il criterio che segue:
Si possono legare le preposizioni agli articoli “lu”, “la” e “le”.
NON si legano mai con l’articolo “ju”.

Qualche esempio:
Lu disse a ju patre ma alla matre nun ci disse gnente;
Ajècco ci sta uno che jètta sempre l’acqua pe la via;
I nurmiciani che stavo fòra radduceno sempre pe la Madonna de ju Refuggio;
Alle Quarant’ora se dispone il Santissimo;
Della festa s’aramuttimo e imo tutti dalla cummare Marietta;
A ju cane cattivo ci se da’ la stoccia, a chijo bono ci se fa la baccia (proverbio)

La grammatica normiciana: l’articolo

Dalla grammatica scritta da Giuseppe Onorati (ed. Domusculta di Norma):

L’ARTICOLO

In normiciano abbiamo i seguenti articoli determinativi:

Per il singolare maschile:
JU: che si usa per nomi di quantità singola. Es. Ju libbro, ju tavulino.
LU: per i nomi di quantità continua, sostanze, materia, colori ed alcuni nomi astratti. Es. Lu caso, lu fèro, lu gialle, lu bè, lu ‘ncènne ecc.

Per il singolare femminile:
LA: in tutti i casi. Es. La pèco, la liva, la bammaci, la tèra, la morte, la bua.

Per il plurale maschile:

I: in tutti i casi in quanto i nomi di quantità continua non hanno plurale.
Es. I mammocci, i scapucòj, i strùffeli.

Per il plurale femminile:
LE: anche qui in tutti i casi. Es. Le vòcche, le callàte, le femmene, le ònne, le mè.

Ed i seguenti articoli indeterminativi:

NU: per il maschile: Es. Nu Ciòcco, nu zinale, nu matòne, nu vuttero.
NA: per il femminile: Es. Na femmena, na zaràca, na penna, na caìna.

Tutti questi articoli, tranne I (che altrimenti sparirebbe) possono essere elisi davanti a nomi che cominciano per vocale ma anche in normiciano vale la regola italiana che non permette di elidere LE che, invece, in molti casi fa troncare la vocale della parola che segue. Esempi: J’arbero, l’unto, l’alma, le ‘lezziuni (le elezioni, mentre per le lezioni si scriverà le lezziuni), n’accia, n’urzo.

Museo Etnográfico Pinolere di Tenerife: dialogo aperto con l’Ecomuseo dell’Agro Pontino

Il Museo Etnográfico Pinolere è situato nel parco omonimo, uno spazio di 3.000 metri quadrati di estensione che tutti gli anni all’inizio del mese di settembre ospita la Fiera dell’Artigianato di Pinolere. All’evento, organizzato dall’Asociación Cultural Pinolere, partecipano circa 200 artigiani ed è diventata una delle fiere di maggior successo delle Canarie, con una media di 40.000 visitatori.

L’ente gestisce anche il Museo Etnográfico, inaugurato nel 2002, che mantiene le sue porte aperte tutto l’anno. Nei suoi impianti vengono ricreati la cultura popolare, la storia e gli usi e costumi di questa zona di mezza montagna del nord di Tenerife. Nella struttura si trovano un’aia, varie cascine, recinti con galline e conigli, un orto di piante medicinali e le tipiche case di paglia o pagliai, costruzioni tradizionali, una volta usate come abitazioni, trasformate oggi in sale per esposizioni. Una minuziosa ricostruzione di una “venta” (negozio) tipica è un altro punto di interesse.

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Roccamassima: la mulattiera della Vignola e le cone

La mulattiera della Vignola e le cone presenti lungo il sentiero rivestono una grande importanza dal punto di vista storico-antropologico, poiché consentono la ricostruzione delle antiche condizioni di vita di pastori e contadini tra le colline e vallate situate nei pressi di Rocca Massima.

I testimoni e gli informatori locali ricordano la zona attraversata dalla  mulattiera come una zona “tutta coltivata e seminata, non c’era un punto senza coltivazioni, era tutto pieno di grano e granturco”. Era un’agricoltura di sussistenza, che oggi non ha più ragione di esistere e per questo motivo oggi i terreni sono tutti abbandonati. Restano alcuni alberi di ulivo e qualche albero da frutta. La mulattiera non è quindi più frequentata se non raramente per il transito di un paio di proprietari terrieri e del nostro informatore locale D. A., che frequentò questo sentiero sin dagli anni Quaranta e Cinquanta per aiutare i genitori nella coltivazione e nella raccolta del legname e che oggi ripercorre talvolta per puro diletto. Rovi, arbusti e piante infestanti hanno oggi occupato ogni angolo. Sono conservate piccole porzioni di prato, ma solo per il pascolo.

Le cone sono costruzioni ubicate lungo le direttrici di spostamento di pastori e contadini, che le utilizzavano come riparo e al tempo stesso come luogo di preghiera. Erano ricoveri costruiti soprattutto per i pastori, che andavano al pascolo con i loro armenti o greggi e quindi avevano bisogno di capanni o costruzioni più solide per potersi riparare dalle intemperie. Ma le cone erano utilizzate anche dai contadini, dai braccianti che andavano a seminare nella valle che da Rocca Massima verso Artena, chiamata Le Vaglie o I Canalicchi. Qualche devoto ha poi portato in quelle cone l’immagine della Madonna, prevalentemente della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano. In quasi tutte le cone la funzione cultuale si sovrappone a quella di ricovero.

Le cone sono costruite in pietra locale e malta. Misurano circa tre metri in profondità, due in larghezza e arrivano ai due metri e cinquanta in altezza. Si presentano con tre lati chiusi e uno aperto per l’ingresso di uomini e bestiame. All’interno, ai due lati sono spesso presenti sedili in pietra, mentre in fondo c’è una piccola nicchia scavata nella parete in cui sono custodite immagini e oggetti sacri (placche devozionali, santini, rosari, etc.).

Importante è anche la conoscenza delle tecniche di costruzione delle cone stesse, secondo quanto raccontano i testimoni dell’epoca, che utilizzavano la pietra locale e la malta (ottenuta con la pozzolana, che si trova in abbondanza lungo la stessa mulattiera). Un sapere rurale è testimoniato anche dai numerosi muri a secco costruiti a sostegno del sentiero e dall’uso dei deviatori, indispensabili per far defluire l’acqua verso valle evitando che si incanali in discesa lungo la mulattiera.

Altre cone o ripari simili alle cone sono presenti lungo tutto l’arco dei Monti Lepini, a partire dalla vicina Artena.

Notevole importanza rivestono le testimonianze dei locali sulla toponomastica, poiché questa rivela le varie località attraversate dalla mulattiera, ognuna delle quali identificata con un differente toponimo: La Cunetta, Fosso Ciocco, Sorone Biasio, Sorone Crudele, Sciuricatura, Fontanelle, Canalicchi, Formali (o Fromali). Lo stesso toponimo “Vignola” ci permette di risalire all’antica coltivazione della vite presente un tempo in questo territorio.

Allo stesso modo sono degni di nota i nomi comuni, dialettali o regionali, con cui i locali chiamano le numerose varietà di piante presenti sul sentiero: “putio”, “crugnale” (il corniolo), “nocchia” (il nocciolo), “ligorisa” (l’elicriso), “ievuoio”, “stracciabraghe” (la smilax), “la viosa” (l’ombrellino), etc.

Dal punto di vista antropologico risultano ancora più rilevanti le testimonianze degli anziani che raccontano storie della cultura orale contadina. Testimonianze a cui si fa fatica oggi a credere, ma che fino al secondo dopoguerra erano in grande uso, come quella del “contadino ignorante”, che trovava impresse le proprie iniziali (C I) se tagliava trasversalmente il gambo della felce poco sotto il terreno: un avvertimento a non seminare in quel punto perché già seminato e quindi improduttivo per altre culture.

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Giornata Europea del Paesaggio 2014 a Norma (centro di Interpretazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino)

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Inaugurazione del Centro di Interpretazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino (Norma, 7 giugno 2014)

Sabato 7 giugno alle ore 17 in occasione della Giornata Europea del Paesaggio 2014 verrà inaugurato il Centro di Interpretazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino presso il Comune di Norma (LT). Interverranno il Sindaco di Norma Sergio Mancini, gli assessori Mauro Ferrarese e Andrea Dell’Omo, e, per l’Ecomuseo dell’Agro Pontino, Chiara Barbato, Felice Calvani, Gian Marco Muraro, Antonio Saccoccio e Angelo Valerio, che spiegheranno obiettivi e pratiche dell’azione ecomuseale da diverse angolazioni (sociali, ambientali, culturali, educative, economiche). L’evento, curato dall’Associazione O.N.D.A, sarà l’occasione per visitare la mostra “Voci dalle Acque”, allestita all’interno della Biblioteca Comunale di Norma. In conclusione è prevista una visita al Parco Archeologico “Antica Norba” a cura di Giuseppe Riva. Il raduno è alle ore 17 nel piazzale del Comune. La partecipazione all’evento è gratuita.

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Conferenza sugli ecomusei al Museo Manzù di Ardea: il dibattito

Dopo la presentazione della direttrice del Museo Manzù Marcella Cossu, gli esponenti degli ecomusei del Lazio (Giosuè Auletta per l’Ecomuseo del Lazio Virgiliano, Antonio Saccoccio per l’Ecomuseo dell’Agro Pontino, Antonio Monchini per l’Ecomuseo della Teverina) hanno illustrato le caratteristiche teorico-pratiche dell’azione ecomuseale portata avanti in questi anni nei rispettivi territori. Ci si è soffermati, in particolare, sulle ricadute educative e socio-economiche del processo ecomuseale, anche in riferimento alle altre realtà nazionali, grazie all’intervento di Angelo Valerio per la rete Mondi Locali. Quindi si è discusso della proposta di legge sugli ecomusei attualmente presentata in Regione e sulle modifiche da apportare al fine di rendere efficace la stessa legge. In seguito Stefano Salbitani, ex direttore del Consorzio di Bonifica, ha evidenziato alcuni aspetti contraddittori della proposta di legge.
Sono quindi intervenuti Vittorio Marchitti, assessore al Turismo del Comune di Aprilia, Mauro Ferrarese, assessore all’urbanistica al Comune di Norma e Andrea Dell’Omo, assessore al Turismo del Comune di Norma, che hanno mostrato di credere nell’impatto positivo dell’azione ecomuseale per lo sviluppo locale. Varie e spesso appassionate le domande e le proposte da parte degli intevenuti.

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Visita ai giardini di Ninfa (a cura dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino e con la partecipazione di Lauro Marchetti)

Visita ai giardini di Ninfa, con l’interpretazione degli operatori ecomuseali Angelo Valerio, Monia Signore, Francesca Barbato, Felice Calvani, Chiara Barbato, Antonio Saccoccio e l’intervento di Lauro Marchetti, il padre dei giardini.

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Gli Ecomusei in Italia e nel Lazio: conferenza al Museo Manzù di Ardea (30 maggio 2014)

Venerdì 30 maggio, alle ore 16, si terrà ad Ardea presso il Museo Manzù* la conferenza/dibattito Ecomusei in Italia e nel Lazio: passato, presente, futuro. Interverranno: Giosuè Auletta (Ecomuseo del Lazio Virgiliano), Enrico Forte (Consigliere Regione Lazio), Antonio Monchini (Ecomuseo della Teverina), Antonio Saccoccio (Ecomuseo dell’Agro Pontino), Stefano Salbitani (consulente Green Economy), Angelo Valerio (referente Mondi Locali, O.N.D.A.). I relatori illustreranno la visione e le pratiche ecomuseali nella loro complessità e vitalità, per come si sono sviluppate nell’ultimo decennio nella regione Lazio. Il discorso si allargherà necessariamente all’Italia intera, mostrando l’intenso percorso degli ecomusei inseriti nella rete nazionale Mondi Locali, che coopera con gli ecomusei europei e del resto del mondo. Si dibatterà quindi della legge attualmente in discussione in Regione, coinvolgendo nel dibattito anche le comunità che da anni sono attive nel processo ecomuseale.

La conferenza/dibattito è organizzata dalle tre associazioni che compongono la Rete Ecomusei del Lazio, Ecomuseo del Lazio Virgiliano (promotore dell’Ecomuseo del Lazio Virgiliano), O.N.D.A. (promotore dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino), Ecomuseo della Teverina (promotore dell’Ecomuseo della Teverina), che da anni sostengono nel Lazio la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, materiale e immateriale secondo una logica di sviluppo comunitario locale.

 

* Il Museo Manzù di Ardea è il Centro di Interpretazione dell’Ecomuseo del Lazio Virgiliano.

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