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Pipistrelli e pipistrellai

Non c’era il Ddt allora, non c’era niente. Dovevi solo corrergli appresso con la paletta alle zanzare. O meglio: c’erano i pipistrellai – grandi torrette di legno piene di buchi rotondi, messe un po’ qua e un po’ là per tutta la palude in via di bonificazione – in cui i pipistrelli facevano il nido. Ce li avevano portati da tutt’Italia perché il pipistrello è ghiotto di zanzare e le prende al volo meglio di un caccia intercettore. Un F-16. Alle donne facevano un po’ schifo – non è tanto bello il pipistrello, diciamo la verità, e se ti si attacca ai capelli non si stacca più – ma appena hanno cominciato a impiantarsi da soli i nuovi nidi sotto le cantinelle dei cornicioni dei poderi o sulle capriate d’ogni stalla, la gente gli ha fatto gli altarini, gli ha steso i tappeti all’ingresso e li trattava meglio dei bambini in fasce. Le donne mancava poco gli portassero il latte coi biscotti e se solo ti vedevano con la mazzafionda in mano davanti alla stalla – il pomeriggio, quando loro dormono attaccati in fila a testa in giù nell’angolo più buio della capriata – ti schiacciavano di botte più che a una zanzara. E’ un animale sacro in Agro Pontino e guai ancora adesso a fargli torto.

Però non era Dio, il pipistrello. Da solo non ce la poteva fare in questo universo di zanzare anofeli.

[tratto da Antonio Pennacchi, Canale Mussolini, 2010, p. 208]

Il DDT e la lotta alla malaria

Questa è stata in Agro Pontino la lotta antimalarica fino a tutti gli anni Quaranta e i primi Cinquanta – quando continuavamo ancora ogni tanto a prendere la malaria – finché non è arrivata la Seconda guerra mondiale con gli americani. Allora sì che è davvero finita la malaria, perché se al resto d’Italia hanno portato come si suol dire libertà e democrazia, a noi – che di libertà non ne avevamo mai vista e masticata tanta neanche prima del fascismo, anzi pure peggio – a noi gli americani hanno portato soprattutto il Ddt. Loro lo avevano appena inventato e non lo avevano ancora sperimentato su larga scala. Così quando sono arrivati qui hanno detto: “Provémolo qua!”. Hanno riempito un paio di Dakota – certi apparecchioni loro – con tutti questi bidoni di Ddt e avanti e indietro per l’Agro Pontino finché non lo hanno allagato tutto quando di Ddt. L’esperimento è riuscito – “Orca, se l’è riuscito!” deve aver detto a Truman il generale suo – e non s’è più vista una zanzara anofele in tutto il Lazio e neanche s’è più visto un ammalato di malaria, nemmeno a pagarlo oro. A Velletri hanno dovuto chiudere il reparto. […]
Adesso il Ddt è vietato in tutto il mondo. Perché non è biodegradabile. Resta nel ciclo alimentare e non si dissolve più. Lo hanno trovato perfino nel tessuto adiposo delle foche al Polo Nord. Allora hanno detto: “Basta col Ddt, non si può più fare”. Ma a noi ci ha salvati dalla malaria e se non era per il Ddt, noi non ci vivevamo in cinquecentomila su questo territorio. Sarebbe ancora un deserto paludoso-malarico e noi saremmo dovuti tornare – prima o poi – nei nostri paesi d’origine, da cui ci avevano scacciato a calci. Ora a me dispiace per la foca del Polo Nord – perché ci vuole il giusto rispetto per tutti, pure per le foche – però, se lei permette, è meglio che muoia una foca al Polo Nord o è meglio che moriamo io e i miei figli qui?

[tratto da Antonio Pennacchi, Canale Mussolini, 2010, pp. 211-212]

La valle dell’Amaseno: dalla colonizzazione romana all’incastellamento (Priverno e Fossanova)

Qualche istantanea tratta da “La valle dell’Amaseno: dalla colonizzazione romana all’incastellamento”, interpretazione culturale di siti storici, urbanistici e archeologici a cura di Francesco TETRO, con annotazioni e letture ecomuseali di Angelo VALERIO, Felice CALVANI, Antonio SACCOCCIO, Marisa SARNO.
Nelle foto: il centro storico e il Museo Archeologico di Priverno, l’Abbazia, il borgo e il Museo Medioevale di Fossanova.
Galleria

La valle dell’Amaseno: dalla colonizzazione romana all’incastellamento (Maenza)

Questa galleria contiene 36 immagini.

Qualche istantanea tratta da “La valle dell’Amaseno: dalla colonizzazione romana all’incastellamento”, interpretazione culturale di siti storici, urbanistici e archeologici a cura di Francesco TETRO, con annotazioni e letture ecomuseali di Angelo VALERIO, Felice CALVANI, Antonio SACCOCCIO, Marisa SARNO. Nelle foto … Continua a leggere

La valle dell’Amaseno: dalla colonizzazione romana all’incastellamento (EVENTO ECOMUSEALE)

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“La valle dell’Amaseno: dalla colonizzazione romana all’incastellamento”.
Interpretazione culturale di siti storici, urbanistici e archeologici a cura di Francesco TETRO.
Annotazioni e letture ecomuseali a cura di Angelo VALERIO, Felice CALVANI, Antonio SACCOCCIO, Marisa SARNO.
 
ITINERARIO
Priverno: Museo Archeologico, centro storico
Fossanova: abbazia cistercense, Museo Medievale
Maenza: Museo del Paesaggio, Castello, centro storico
 
Pranzo comunitario libero o presso trattorie locali
 
Appuntamento ALLE ORE 9:10: parcheggio largo Subiaco (OBI) – Latina
 
quota: 15 euro
 
prenotazione obbligatoria: onda.italia@libero.it – 3476496137

Passeggiando tra le antiche pietre – Istantanee dall’Agro Pontino

Qualche istantanea che racconta la giornata di interpretazione culturale di siti storici, urbanistici e archeologici a cura di Francesco TETRO, con annotazioni e letture ecomuseali a cura di Angelo VALERIO, Felice CALVANI, Antonio SACCOCCIO, Marisa SARNO.

ITINERARIO:
Borgo Sabotino, porto di Passo Genovese, Valmontorio, Conca, Sessano, via Appia (Casal delle Palme, Tripontium, Forum Appii, Ad Medias), Pontinia, Capograssa, Casal dei pini, Torre di Rio Martino.
Degustazione di prodotti tipici locali presso l’Azienda agricola Perseo.

Passeggiando tra le antiche pietre: le bonifiche e la storia, saperi e sapori dell’Agro Pontino (EVENTO ECOMUSEALE)

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Passeggiando tra le antiche pietre: le bonifiche e la storia, saperi e sapori dell’Agro Pontino.
Interpretazione culturale di siti storici, urbanistici e archeologici a cura di Francesco TETRO.
Annotazioni e letture ecomuseali a cura di Angelo VALERIO, Felice CALVANI, Antonio SACCOCCIO, Marisa SARNO.

ITINERARIO:
Capoportiere, Procojo di Borgo Sabotino, porto di Passo Genovese, Valmontorio, Conca, Sessano, via Appia
(Casal delle Palme, Tripontium, Forum Appii, Ad Medias), Pontinia, Capograssa, Casal dei pini, Torre di Rio Martino.

Degustazione di prodotti tipici locali presso l’Azienda agricola Perseo.

Appuntamento: parcheggio largo Subiaco (OBI) – Latina.

quota: 20 euro.

prenotazione obbligatoria: onda.italia@libero.it – 3476496137

Ecomuseo dell’Agro Pontino.

https://ecomuseoagropontino.org/

Galleria

Giornata europea del paesaggio 2016 – Istantanee dall’Agro Pontino

Questa galleria contiene 26 immagini.

Giornata europea del paesaggio 2016, presso l’Azienda Agricola Ganci, Latina. Qualche istantanea delle 3 ore passate con la comunità dell’Agro Pontino.

Immagine

Giornata Europea del Paesaggio 2016 (Ecomuseo dell’Agro Pontino – Latina, 3 aprile)

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La grammatica normiciana: la preposizione

Dalla grammatica scritta da Giuseppe Onorati (ed. Domusculta di Norma):

Le principali preposizioni semplici sono le seguenti:

A: per il moto a luogo. Es. Va a Roma
Regge il complemento di termine. Es. Ju majestro tiravo a Giose; regge, in alcuni casi, il complemento di tempo. Es. A chella luntana era a chij chiempi, a Gennaro ecc.
Si usa anche per lo stato in luogo. Es. Abbeteva a Norma.

DE: complemento di specificazione. Es. La sedia de paja.
Indica il possesso. Es. La ‘mmachena de Pippo, i libbri de zimo.
Regge anche il complemento di tempo. Es. Partivo d’Abbrile.
Complemento di argomento. Es. Sò’ leggiuto nu libbro de guèra.

DA: moto da luogo. Es. Arevavo da Milano.
A volte anche moto a luogo (come il francesce “chez” e l’inglese “‘s’): es. Ivo da Maria.
Regge il complemento d’agente. Es. Le chiappavo da ju patre
Indica il seme delle carte da gioco. Es. J’asso da spada, ju ghieci da coppe, la fante da denara.

CO: complemento di compagnia. Es. Partivo co ju frate.
Complemento di mezzo. Es. Araggiustavo la porta co nu chiodo.

‘NCIMA: traduce le corrispondenti italiane “su”, “sopra” etc.
Es. ‘Ncima alla muntagna, ‘ncima a ju Monte, ‘ncima a ju tavulino.

SOTTO: come in italiano, stesso significato e stessi usi.
Es. Sott’alle Mura; sotto a ju lavandino; stongo sott’a paremo.

AMMIESO: traduce “tra” e “fra” italiane, significa “in mezzo”. Molto spesso tronco all’inizio e alla fine. Es. Che, ‘mmies’ alla gente se’ strija?

PE: complemento di causa. Es. S’ammalavo pe la paura.
Complemento di fine o scopo. Es. Lu faccio pe magnà.
Complemento di stato in luogo. Es. Stongo pe Roma.
Complemento di moto per luogo. Es. Va sempre girenno pe la via.

‘NFACCIA: di fronte, davanti. Es. Sta’ ‘nfaccia a ju sole. E’ tipica l’espressione “Mette n’faccia” (=intestare).

PREPOSIZIONI ARTICOLATE

Le preposizioni articolate si formano come in italiano ma è più comune il caso in cui preposizione e articolo restano separati secondo il criterio che segue:
Si possono legare le preposizioni agli articoli “lu”, “la” e “le”.
NON si legano mai con l’articolo “ju”.

Qualche esempio:
Lu disse a ju patre ma alla matre nun ci disse gnente;
Ajècco ci sta uno che jètta sempre l’acqua pe la via;
I nurmiciani che stavo fòra radduceno sempre pe la Madonna de ju Refuggio;
Alle Quarant’ora se dispone il Santissimo;
Della festa s’aramuttimo e imo tutti dalla cummare Marietta;
A ju cane cattivo ci se da’ la stoccia, a chijo bono ci se fa la baccia (proverbio)