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Proverbi e meteorologia (dialetto normiciano)

Inutile sottolineare ancora quanta importanza avesse il tempo meteorologico ed il regolare andamento delle stagioni, ardentemente desiderato dalla società contadina che dipendeva quasi “in toto” da esso. I motti, le invocazioni per esso, qui si scatenano anche in forme “poetiche” a riprova che le maggiori energie e potenzialità umane si mettono in moto per le questioni di grande importanza.

Tramuntana comme trova lascia

La tramontana non determina cambiamenti nel tempo e nella campagna.

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Quando monte Lupone se n’cappa,
se vòj nun piove ‘ddumà nnu scappa.

Previsione meteorologica. Quando la cima del monte Lupone si copre di nubi, pioverà di certo, se non oggi, sicuramente domani.

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Se piove de i “quattro brillanti” piove pe quaranta giorni ‘nocontanti

I “quattro brillanti” è il 4 Aprile (aprilanti). Se piove quel giorno pioverà sicuramente altri 40 giorni. Previsione meteorologica come “A Santa Bibbiana, fa la quarantana”

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A la Cannelora
o fiocca, o piova,
o sole, o suréjo,
quarant’atri giorni d’immerno.
Rispose na vecchiaccia:
“N’è primavera se nun è Pasqua;
Pasqua nnu vè
se Primavera nun è!”

Meteorologia di fine inverno-inizio primavera. E’ comunque sempre la vecchiaia (anche se “accia”, peggiorativo) la sede della saggezza. Si capiscono i significati dei primi tre stati del tempo (fiocca, piova e sole), misterioso è il quarto: “suréjo” (che è il ramaiolo, una specie di mestolo, per bere dal “cuncone”) che forse vuole indicare l’acqua corrente dei torrenti e fossi per il disgelo.

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Quando tròna a Norma a Carpeneta è già piuvuto.

Significato letterale intuitivo. Il proverbio ha però un significato più generale. Si usa per dire che una cosa era già risaputa o facilmente prevedibile, molto prima che se ne avvertissero concreti segni premonitori. Assomiglia a “quando ju quajao zico canta, ju grosso è già cantato”.

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Se Febbraro nun febbrareccia, Marzo la male penza

Da Febbraio bisogna aspettarsi maltempo altrimenti, se esso verrà a Marzo, si romperà l’equilibrio stagionale. E’ come dire: “Ogni cosa a suo tempo” oppure “Ad ognuno il suo compito”.

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A Santa Bibbiana fa la quarantana

Altra previsione meteorologica, se piove il giorno di S. Bibbiana (2 Dicembre) pioverà per 40 giorni filati.

 

Giuseppe Onorati, La parlata normiciana. I proverbi, Ed. Domusculta di Norma, 2000.

La grammatica normiciana: la preposizione

Dalla grammatica scritta da Giuseppe Onorati (ed. Domusculta di Norma):

Le principali preposizioni semplici sono le seguenti:

A: per il moto a luogo. Es. Va a Roma
Regge il complemento di termine. Es. Ju majestro tiravo a Giose; regge, in alcuni casi, il complemento di tempo. Es. A chella luntana era a chij chiempi, a Gennaro ecc.
Si usa anche per lo stato in luogo. Es. Abbeteva a Norma.

DE: complemento di specificazione. Es. La sedia de paja.
Indica il possesso. Es. La ‘mmachena de Pippo, i libbri de zimo.
Regge anche il complemento di tempo. Es. Partivo d’Abbrile.
Complemento di argomento. Es. Sò’ leggiuto nu libbro de guèra.

DA: moto da luogo. Es. Arevavo da Milano.
A volte anche moto a luogo (come il francesce “chez” e l’inglese “‘s’): es. Ivo da Maria.
Regge il complemento d’agente. Es. Le chiappavo da ju patre
Indica il seme delle carte da gioco. Es. J’asso da spada, ju ghieci da coppe, la fante da denara.

CO: complemento di compagnia. Es. Partivo co ju frate.
Complemento di mezzo. Es. Araggiustavo la porta co nu chiodo.

‘NCIMA: traduce le corrispondenti italiane “su”, “sopra” etc.
Es. ‘Ncima alla muntagna, ‘ncima a ju Monte, ‘ncima a ju tavulino.

SOTTO: come in italiano, stesso significato e stessi usi.
Es. Sott’alle Mura; sotto a ju lavandino; stongo sott’a paremo.

AMMIESO: traduce “tra” e “fra” italiane, significa “in mezzo”. Molto spesso tronco all’inizio e alla fine. Es. Che, ‘mmies’ alla gente se’ strija?

PE: complemento di causa. Es. S’ammalavo pe la paura.
Complemento di fine o scopo. Es. Lu faccio pe magnà.
Complemento di stato in luogo. Es. Stongo pe Roma.
Complemento di moto per luogo. Es. Va sempre girenno pe la via.

‘NFACCIA: di fronte, davanti. Es. Sta’ ‘nfaccia a ju sole. E’ tipica l’espressione “Mette n’faccia” (=intestare).

PREPOSIZIONI ARTICOLATE

Le preposizioni articolate si formano come in italiano ma è più comune il caso in cui preposizione e articolo restano separati secondo il criterio che segue:
Si possono legare le preposizioni agli articoli “lu”, “la” e “le”.
NON si legano mai con l’articolo “ju”.

Qualche esempio:
Lu disse a ju patre ma alla matre nun ci disse gnente;
Ajècco ci sta uno che jètta sempre l’acqua pe la via;
I nurmiciani che stavo fòra radduceno sempre pe la Madonna de ju Refuggio;
Alle Quarant’ora se dispone il Santissimo;
Della festa s’aramuttimo e imo tutti dalla cummare Marietta;
A ju cane cattivo ci se da’ la stoccia, a chijo bono ci se fa la baccia (proverbio)