Archivi tag: via Appia

Il paesaggio delle acque e delle bonifiche (passeggiata di scoperta)

30 gennaio 2025, dalle ore 15.30: passeggiata di scoperta per scoprire il paesaggio delle acque e delle bonifiche in Agro Pontino.

Itinerario: Abbazia di Valvisciolo, Canale Mussolini, Via Appia, Casal delle Palme, Tor Tre Ponti, Parco Susetta Guerrini – Fosso Paoloni, Idrovoro di Capoportiere, Lago di Fogliano.

Dialogano con i partecipanti:
Antonio Saccoccio ( coordinatore tecnico-scientifico dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino)
Amedeo Giustarini (referente antenna di Latina per l’Ecomuseo dell’Agro Pontino)
Bruno Fontanarosa (responsabile Patto di Collaborazione Gli Alberi di Nascosa)

Parteciperà alla passeggiata la Scuola di Arti Performative e Community Care (Salento – Puglia)

Dove nasce Via Epitaffio

epitaffio-agosto-2020_rid

Percorrendo la via Appia, all’altezza dell’incrocio con la via che conduce da Latina a Latina Scalo, si nota un’edicola di marmo sormontata da un timpano triangolare (per metà distrutto). Sulla lastra di marmo è riportata un’iscrizione in cui si legge il nome del papa Pio VI, la data MDCCLXXXVI (1786), il nome del “prefetto delle strade” Francesco Mantica e si fa riferimento ad alcuni lavori di bonifica dell’area. Questo è il testo completo dell’iscrizione:

EX AVCTORITATE PII VI PONT. MAX. APPIAE TRACTVS AD PISSINARIAM QVEM AQUAE STAGNANTES INTERRVPERANT PONTIBVS IVNCTVS AGGERIBVS MVNITVS ANNO MDCCLXXXVI CVRATORE FRANCISCO MANTICA PRAEF. VIAR.

All’incrocio andando verso Latina la strada prende il nome, proprio a causa dell’iscrizione ricordata, di Via Epitaffio, che giunge fino a Corso Giacomo Matteotti; procedendo verso Latina Scalo abbiamo invece Via della Stazione.

Giungemmo all’Epitaffio. E’ una piccola opera muraria sul margine della strada su cui è applicata una lapide che ricorda la bonifica di Pio VI. Poco avanti a noi i grossi caseggiati di Tor Tre Ponti a tinta molto viva per la recente pioggia. Subito dopo l’Epitaffio, il bivio per il Quadrato. A destra riserve verdeggianti con molto bestiame allo stato brado, in mezzo a cui si agitavano pavoncelle, storni, pivieri e taccole; a sinistra un folto pioppeto e, al di là, capi acquitrinosi. (Vincenzo Rossetti, “Dalle paludi a Littoria. Diario di un medico. 1926-1936″)