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Villa Caserta (Villa Caetani) a Roma: conferenza di Francesco Tetro

Un paio di immagini della conferenza tenuta dal prof. Francesco Tetro sulla Villa Caserta (Villa Caetani) all’Esquilino. Presso il Museo della Terra Pontina di Latina, Centro d’Interpretazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino.

Quel che resta di Villa Caserta (Villa Caetani) all’Esquilino (conferenza)

Quel che resta di Villa Caserta (Villa Caetani) all’Esquilino: la villa settecentesca dei Caetani e il loro parco (“L’orto per gli scienziati” e “Il giardino per i poeti”).
Conferenza di Francesco Tetro.
A cura degli Amici dei Musei di Latina e dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino.
Presso il Museo della Terra Pontina, Centro d’Interpretazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino.
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“La redenzione dell’Agro” di Cambellotti: interpretazione ecomuseale presso il Palazzo del Governo di Latina

La redenzione dell’Agro di Duilio Cambellotti, presso il Palazzo del Governo di Latina, sarà oggetto di una interpretazione ecomuseale a opera di Francesco Tetro, curatore di diverse mostre nazionali di Cambellotti.
L’evento è gratuito e parte del percorso ideato dall’Ecomuseo dell’Agro Pontino per l’anno 2018.

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Il centro di interpretazione dell’Ecomuseo: patrimonio culturale e percorsi tematici (sintesi fotografica)

Alcuni momenti della conferenza “Il centro di interpretazione dell’Ecomuseo: patrimonio culturale e percorsi tematici” presso il Museo della Terra Pontina di Latina.
Nelle fotografie: Manuela Francesconi, Ornella Donzelli, Antonio Saccoccio, Angelo Valerio, Francesco Tetro, Felice Calvani.
A seguire la consegna dello stendardo al museo da parte del Lions Latina.

“Musei iperconnessi: nuovi approcci, nuovi pubblici” nel programma del Mibact per la Festa dei Musei 2018

La manifestazione “Musei iperconnessi: nuovi approcci, nuovi pubblici” che avrà luogo il 19-20 maggio presso il Museo della Terra Pontina con la partecipazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino è stata inserita dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) nella lista degli eventi associati alla Festa dei musei e notte europea dei musei 2018. A questo link è possibile visionare il programma dell’evento.

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Musei iperconnessi: nuovi approcci, nuovi pubblici

Il Museo della Terra Pontina, in occasione della Notte europea dei Musei e della Festa dei Musei 2018, presenta «Musei iperconnessi: nuovi approcci, nuovi pubblici».
Evento associato all’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018.

L’Ecomuseo dell’Agro Pontino parteciperà all’evento con la conferenza “Il centro di interpretazione dell’Ecomuseo: patrimonio culturale e percorsi tematici”.
Interverranno: Felice Calvani, Antonio Saccoccio, Francesco Tetro, Angelo Valerio

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L’Ecomuseo all’interno del Museo (visita e conferenza)

Alcune fotografie della visita guidata e della conferenza presso il Museo della Terra Pontina di Latina, Centro di interpretazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino. A cura degli operatori ecomuseali Manuela Francesconi, Ornella Donzelli, Giorgio Borgognini, Antonio Saccoccio, Angelo Valerio, Felice Calvani.

 

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L’Ecomuseo all’interno del Museo (presso Museo della Terra Pontina, Latina)

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Un barbiere e ciabattino in Agro Pontino

Mio zio Dolfin era barbiere e ciabattino. Faceva certe scarpe che erano la fine del mondo. Ti toccava i piedi, li guardava e ritoccava, ti pigliava la misura con il centimetro e ti faceva due guanti sul piede, una cosa precisa precisa. Ma quante scarpe nuove vuole che ci facessimo noi morti di fame al mio paese? E chi vuole che – fatto pure una volta un paio di scarpe nuove – si permettesse poi di consumarle per doverle risolare? La gente da noi camminava scalza, come abbiamo poi camminato scalzi per tutto l’Agro Pontino fin che nel 1960 non è arrivato il benessere. E non è neanche da dire che tu quelle scarpe nuove te le mettevi solo il giorno del matrimonio e poi quello del tuo funerale – dimodoché, portandotele via con te, tuo figlio quando si sposava era costretto a farsi fare le sue – poiché essendo nel Basso-Rovigotto praticamente tutti ferraresi, noi in quanto tali abbiamo pure il sacro rito e costumanza che il morto va via scalzo. Lei non vede in nessuna veglia funebre o camera mortuaria di Ferrara e Codigoro – ma pure a Pontinia e Borgo Hermada – un morto con le scarpe nella bara. Sempre scalzo. Sia maschio che femmina. Coi calzini puliti e nuovi di zecca. E pure con la cravatta al collo. Pettinato bene e tutto rasato e – dentro le tasche che la gente non vede – pure un po’ di soldi, le sigarette, l’accendino o i fiammiferi se fumava, e prima di chiuderlo col coperchio della cassa, la moglie e i figli gli mettono una bottiglietta di grappa e qualcosa da mangiare. Sono gli usi nostri. […]

In ogni caso dalle parti nostre i morti – pur con qualche soldo – se ne vanno però scalzi. Scalzo sei entrato e scalzo te ne rivai. Veda un po’ quindi quanti affari poteva fare dalle parti nostre un ciabattino provetto – un artista delle scarpe – come mio zio Dolfin. E pure come barbiere – povero zio Dolfin – cosa vuole che guadagnasse? Con la fame che c’era, secondo lei la gente andava a farsi fare la barba dal barbiere? Ma quelli piuttosto se la mangiavano, la loro barba. Lui lo chiamavano, appunto, solo quando c’era da fare la barba a un morto. Se no s’arrangiavano da soli. E mia zia se l’era sposato – che lei sì la sapeva lavorare la terra, lei era la seconda, ossia la prima delle femmine, venuta al mondo dal grembo di mia nonna l’anno dopo zio Temistocle e l’anno prima dello zio Pericle – se l’era sposato per amore, perché aveva una voce canterina e sapeva raccontare mille storie, anche le più strampalate, facendogliele però credere vere.

[tratto da Antonio Pennacchi, Canale Mussolini, 2010]

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Il paesaggio del Novecento al Museo Cambellotti di Latina

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